Poco più di un anno fa, a Roma, era esploso lo scandalo delle ‘baby disco’, le discoteche pomeridiane per ragazzini dove - secondo un’inchiesta - i minori consumavano alcolici, le ragazzine si esibivano seminude sui cubi in cambio di alcuni ‘benefit’ come l’ingresso gratuito; tanti altri ragazzini guadagnavano soldi dando i biglietti in prevendita. Un mercimonio che aveva portato addirittura a un confronto tra vari gruppi di genitori e la prefettura.
A tanto rumore non era però seguita alcune azione strutturale. Adesso, dopo le ennesime allarmanti notizie sul fenomeno, al Moige (il Movimento italiano dei Genitori) si sta pensando di portare alla prossima legislatura una proposta di legge. I punti principali: niente discoteca prima dei 14 anni; fino a 18 anni niente discoteca dopo le 20 e possibilità per i genitori di entrare a controllare (prima molte baby disco impedivano l’ingresso agli adulti); per le minori niente più esibizioni in abiti discinti sui cubi; niente prevendita di biglietti ai minori, né nelle scuole né altrove; divieto di promettere alcun tipo di benefit ai minori in cambio di esibizioni propaganda; per chi non rispetta le norme, sanzioni fino alla chiusura.