Se la media nazionale è del 19,6%, a Roma siamo al 28,2% di denunce ogni 10.000 minori (24,2% nel Lazio). A fare il punto sul fenomeno è il professor Vincenzo Mastronardi, psichiatra e direttore della cattedra di psicopatologia forense e dell'Osservatorio dei comportamenti e della devianza della Sapienza di Roma. Secondo Mastronarsi ormai si può addirittura parlare di 'cyberbullismo', cioè di vessazioni praticate attraverso le nuove tecnologie: gli sms, le mail o le chat su internet.
Ma il bullismo è sempre esistito o si è davvero in presenza di un aumento della violenza? Per il sociologo Franco Prina, Università di Torino, “La scuola vive in una società che ha superato l'epoca industriale e le sue sicurezze: le stagioni della vita, il lavoro sicuro, i ruoli ben definiti. Oggi tutto è diventato precario, anche nella sfera dei legami e nel rispetto delle norme”.
Per Luigi Favro, dell'Osservatorio Regionale piemontese sul bullismo, “Occorre ascoltare: non solo i giovani, ma anche i genitori, il territorio in cui vivono, il contesto. La scuola non deve essere una caserma o un riformatorio, ma un luogo di educazione”.