Anziane: protagoniste nonostante l'età

Sono tante, a volte si ritrovano a condurre da sole l’ultima fase della propria vita ma, rispetto al passato, hanno una maggiore cura del proprio benessere psicofisico anche grazie alla crescita della loro partecipazione alla vita culturale e sociale. Secondo i dati Istat, su un totale di 10 milioni e 646 mila anziani (18,4% della popolazione italiana), più della metà è rappresentata da donne, cioè 6 milioni e 65 mila. La popolazione femminile italiana rispecchia la tendenza già in atto da anni nella società italiana: un progressivo invecchiamento. Nel 2006 oltre il 22% delle donne ha più di 65 anni e quasi il 7% più di 80 anni. La maggiore speranza di vita e un’età al matrimonio bassa rispetto agli uomini fanno sì che le donne anziane siano costrette spesso a vivere da sole: 2 milioni e 300 mila contro 615 mila degli uomini. Molte scelgono anche di vivere come membro aggregato ad un’altra famiglia (420 mila) o di vivere in famiglie senza nuclei (297 mila): sono le condizioni di salute precarie a spingerle verso queste scelte. Le donne anziane restano ancora al centro degli affetti familiari: l’82,5% ha in media 2,5 figli e l’intensità del rapporto con loro è dimostrato dal fatto che il 54,3% delle overanta vede i figli tutti i giorni e ben il 71,3% è nonna. La vicinanza fisica con i propri cari (il 19,6% abita a meno di un chilometro da loro) innalza il grado di soddisfazione delle relazioni familiari: il 90,3% si dichiara molto o abbastanza soddisfatta del rapporto con la propria famiglia.
E’ nel tempo libero che assistiamo a un graduale cambiamento delle abitudini. La casa naturalmente è la sede principale dei passatempi: la televisione fa loro compagnia in media 3 ore e 20 minuti al giorno, il 38,9% ascolta la radio, il 60% legge quotidiani o libri. Ancora basso l’utilizzo delle nuove tecnologie, se pensiamo che solo il 3% ha dimestichezza con pc e Internet. Tra gli hobbies delle più giovani, la fascia 65-74 anni, segnaliamo il giardinaggio (43,4%), la maglia e il ricamo (75,2%).
Emerge una sempre maggiore cura di sé: le fumatrici sono meno del 9% contro il 20% degli uomini; fuori dai pasti solo il 5% si concede bevande alcoliche a fronte del 27% della componente maschile. Le donne tra i 50 e i 69 anni che hanno effettuato una mammografia almeno una volta nella vita sono pari al 71%. Il 28% pratica sport in palestra in maniera regolare. E poi le nonnine non possono rinunciare al consueto appuntamento dal parrucchiere per farsi belle: nelle fasce d’età 65-74 anni e oltre 75 anni vi si recano almeno una volta al mese rispettivamente il 41,3% e il 25,1%.
In dieci anni la fruizione culturale delle overanta italiane è cresciuta in maniera sensibile: la quota di anziane che ha assistito ad almeno uno spettacolo al teatro o al cinema è passata dal 21,3% del 1993 al 32,3% del 2002. La partecipazione culturale è legata sicuramente ad un alto grado di istruzione e a buone condizioni di salute: tra il 1993 e il 2002, le diplomate o laureate tra 65 e 74 anni che sono andate a spettacoli, musei, o mostre sono passate dal 52,7% al 60,7%. Ad un maggior livello d’istruzione corrispondono migliori condizioni di salute: il 28,2% con diploma o laurea dichiara di godere uno stato di salute buono o molto buono contro il 14,5% delle anziane con licenza elementare.
Infine, dal rapporto Fnp Cisl-Ceres sulle condizioni di vita delle donne in Italia, infatti, emerge che le donne anziane hanno un reddito molto più basso rispetto agli uomini e il sistema previdenziale italiano produce effetti negativi nella loro vita si pensi soltanto al fatto che l’importo medio mensile delle loro pensioni è di 520 euro contro i 980 euro degli uomini.