Dagli immunomodulatori alle vitamine per prevenire l'influenza

In vista dell'inverno e dei malanni stagionali, circa 800 mila 'under 14' italiani stanno assumendo questi prodotti o si preparano a farlo, con un lieve aumento rispetto all'anno scorso, legato all'allarme 'influenza suina'". La stima arriva da Italo Farnetani, pediatra dell'Università di Milano, che sottolinea come all'origine di questo 'fervore' preventivo ci sia "spesso l'ansia dei genitori se non la ricerca del benessere a tutti i costi del figlio come garanzia dei suoi successi, scolastici e non.
Anche se ogni mamma vorrebbe passare un inverno senza fazzoletti, supposte e termometri, "il bambino normale" non è quello che non si ammala mai, ma quello che non presenta più di un determinato numero di malattie ogni anno. E' inevitabile che i bimbi piccoli si ammalino, perché devono realizzare quello che si chiama 'apprendimento immunologico'. L'organismo deve produrle le proprie difese immunitarie da solo e lo farà proprio ammalandosi". Durante i giorni della malattia fabbricherà 'su misura' gli anticorpi per eliminare quel determinato patogeno. E "queste difese 'su misura' verranno conservate dall'organismo, così ogni volta che il bambino incontrerà lo stesso agente infettivo lo potrà eliminare".
Risultato? Le mamme, dopo l'ennesimo anno a combattere con raffreddore, febbre, tosse e diarrea, corrono ai ripari e decidono di giocare d'anticipo, facendo scorta di prodotti per rinforzare le difese immunitarie, molto richiesti in questi giorni nelle farmacie.
"Possiamo stimare che, tra i bimbi da 1 a 6 anni, 500 mila assumano questi prodotti, più altri 300 mila dai 7 ai 14 anni", aggiunge il pediatra. Ma se è inevitabile prendersi qualche malanno in inverno, è importante conoscere il numero 'normale' delle malattie, per capire quando invece è davvero il caso di intervenire. Ebbene, secondo Farnetani a 1-2 anni è normale che un bambino si ammali con tosse, raffreddore e febbre 5-6 volte l'anno, a 3-4 anni si scende a 4-5 volte, a 5-9 anni a 3-4 volte, e a 10-18 anni si arriva a 2-3 volte. "Ogni anno che passa i bambini si ammalano sempre di meno. D'inverno la colpa non è dell'aria fredda, ma del fatto che si sta maggiormente al chiuso, dove è più facile trasmettersi i virus e i batteri - evidenzia Farnetani - e si respirano le eventuali sostanze che possono aver inquinato l'aria". Ecco allora come si possono rendere più salubri gli ambienti, riducendo al minimo l'intensità e la durata di ogni malanno.
In casa, raccomanda il pediatra, "anche quando piove o fa freddo, le finestre vanno tenute aperte un'ora al giorno. Chi abita in zone dove l'aria è inquinata, per esempio per il traffico o per la vicinanza con fabbriche o industrie, dovrebbe spalancare le finestre di notte". E ancora, è bene non fumare in casa (se i genitori fumano il bambino ha il 70% di possibilità in più di avere la tosse); quando sono accesi i riscaldamenti, la temperatura non deve mai superare i 20°C in casa, e si deve evitare che l'aria sia eccessivamente secca.
Un altro elemento che va controllato è l'umidità "che favorisce la formazione delle muffe: inquinano l'ambiente e danno anche allergia". Infine, meglio evitare profumi oppure odori troppo intensi in casa, perché possono provocare broncospasmo. Inoltre occhio all'effetto-pinguino: non coprire troppo il bambino, perché questo non evita le malattie e anzi fa sudare. Piuttosto, è importante insegnare fin da piccolo al bambino a lavarsi le mani spesso. Raffreddore e influenza si trasmettono sia attraverso l'aria che con secrezioni infette.
In caso di raffreddore e tosse, "usare i fazzoletti di carta che andranno gettati nel cestino". Inoltre, in tempo di allarme pandemia "gli oggetti che il bambino piccolo porta alla bocca andrebbero lavati una volta al giorno". Ricordare poi che la vaccinazione antinfluenzale serve a evitare l'influenza, "ma non tutti gli altri casi di tosse e febbre, che sono di gran lunga più frequenti nei bambini". Infine, "per i farmaci immunomodulatori o immunostimolanti non esistono prove cliniche che dimostrino con certezza che funzionino. Stesso dicasi per integratori, antibiotici preventivi, immunoglobuline e rimedi omeopatici. Attenzione ai prodotti di erboristeria: anche se naturali, non vanno usati con leggerezza", avverte.
"La vitamina A sembra prevenire le infezioni dell'apparato respiratorio e di quello digerente: se si prende come farmaco dovrà essere il medico a prescriverla ma per evitare carenze basterà mangiare cibi che la contengono: carote, verdure gialle, spinaci, broccoli, zucca, tuorlo dell'uovo, fegato, pesce e formaggio".
Fonte: www.genitori.it